San Matteo e San Marco in Lamis: La storia della città si intreccia con quella del santuario di San Matteo, il cui edificio a prima vista può essere scambiato per un'antica fortezza, ma in realtà è un monastero di frati cappuccini risalente al IX-X secolo. Nel medioevo l'imponente struttura garantiva protezione agli abitanti del luogo, per la sua posizione inespugnabile, arroccata su un colle.
Il centro storico denominato Padula (palude) (lamis in latino equivale proprio a palude) è di tipo medievale, con case basse a schiera prevalentemente bianche con strade strette e vicoli ciechi.
Mirabile è la descrizione che ne ha fatto Riccardo Bacchelli nella sua novella Il brigante di Tacca del Lupo: "Come uno spaccato verde tra aridi colli, s'apriva, fresco d'alba, il vallone dove si stipa San Marco in Lamis, paese singolare per la distribuzione regolare delle strade ai lati della via maestra, onde le rosse, vivide file di tetti a due spioventi uguali, uguali anch'esse le case d'altezza e dimensione, si allineano e si spartiscono come un ammattonato a spina..."
Luoghi di interesse: Sulla Via Sacra Langobardorum, si trovano a ridosso del paese i due conventi francescani di San Matteo e di Santa Maria di Stignano, la cui storia risulta intimamente legata a quella dei sammarchesi e della loro città.
Il convento di San Matteo fu edificato dai Benedettini tra il IX e X secolo su un preesistente hospitium ed è assurto al massimo splendore intorno all'anno 1000. Dopo alterne fortune, nel XVI secolo vede l'insediamento dei frati Francescani che ne fecero oltre che un centro di culto e di studio, anche un punto di riferimento per le attività economiche e sociali della zona. Durante il 1800 subì le restrizioni imposte prima dai Francesi e poi dallo Stato Italiano Unitario con le sue leggi soppressive degli Ordini Religiosi.
Ma la paziente ed instancabile operosità dei frati Francescani ha fatto rifiorire l'antico splendore del convento sia nella struttura dell'imponente edificio che nel fervore del culto popolare.
Oggi, nel XXI secolo, arroccato su una salda rupe a dominare la sottostante valle in cui sorge San Marco in Lamis, appare alle persone sensibili come un faro che guida ed ammonisce. Meta di molti fedeli e pellegrini, rappresenta anche un punto di riferimento per i tanti studiosi che hanno la possibilità di fruire della sua voluminosa Biblioteca (oltre 70.000 volumi, con un fondo antico, che comprende libri stampati tra la fine del sec. XV e il sec XVIII, e, fra l'altro, 10 incunaboli, 200 cinquecentine e circa 1000 seicentine). All'interno del convento sono conservati oltre 600 ex voto.
Fonte: Wikipedia






